Poesia

Numero 1 - Dicembre 2017

Il requiem

Aleksandra Batinić

Tutto il nostro fare
e il disfare,
nella melma eolica, pallida
lascierà qualche traccia…

Chi saprà mai un giorno
scavare gli occhi all’anima
mangiare la polvere e indovinare il futuro
ché col vento e col drago
abbiamo giocato tracotanti e pazzi
inciampati nella speranza falsa
che fossimo eterni,
e caduti nel sonno…

Chi mai racconterrà
raggrinzito, vacuo, muto
de gloriae mundi
il requiem triste…

Vorrà, saprà qualcuno
trovare tra la tredicesima costola
e l’argenteo dente
il colombo,
o conta solo il sesto dito
per quelli che sono allegri, futuri,
però mai nostri,
e mai miei.

Chi saprà mai tra i singulti recitare
raggrinzito, vacuo, muto
de gloriae mundi
il requiem lungo…

Riconosceranno
i giardinieri le ossa di prima,
tutte le felicità e le malignità
e i peccati e i perdoni
tutto quello ch’era oro, il fango,
che sogna beato sotto la felce
è nel cerchio infinito
del riscatto dell’anima
con il quale la Terra, madre buona,
ogni dis riporta all‘is.

Potrà mai sottacere
raggrinzito, vacuo, muto
de gloriae mundi
il requiem eterno.

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