Numero 1 - Dicembre 2017

Dylan Dog: L‘orrore per i romantici

Alfred Hitchcock considerava che al pubblico si dovesse dare lo stesso tipo di piacere che si provava al risveglio dopo un incubo. Spesso sento dai commenti dei lettori maschi che le ragazze amano „Dylan Dog“ solo perche è bello. Non si discute che Rupert Everett, che ha ispirato personaggio di Dylan Dog, lo ritengo attraente da sempre, specialmente nel film “Dellamorte Dellamore”, fatto secondo un romanzo di Sclavi, creatore di Dylan. Tuttavia, in questo caso, non sono superficiale e desidero solamente la mia dose di soddisfazione e incubo.

Forse al primo incontro con il fumetto l’elemente che mi ha attirato di più è stato l’aspetto di Dylan, specialmente l’aspetto che è stato rappresentato da Roi, Brindisi, Biliardo e, purtroppo, in alcune rare occasioni, da Soldi, Villa e Celoni, dove quest ultimo ha illustrato l’episodio “Il tocco del diavolo”, una delle mie storie preferite. La combinazione sensazionale di rosso e nero, Londra e il maggiolino bianco - i miei collegamenti con la scuola superiore. La cosa che mi ha fatto restare fedele a questo fumetto e il motivo per cui amo questo “ciarlatano” sono senz’altro le sue storie, e in particolare mi rendono felice quelle che rimandano a un omaggio (qualche volta anche plagio o, come piace dire a Sclavi, citazione). Il musicale “The Rocky Horror Picture Show”, poi Edgar Allan Poe con il Dottor Mesmero e il caso di Valdemar, Douglas Adams, le storie carine di Michele Medda che connettono l’universo di Dylan con Peter Pan e Bukowski – non basta dire che dentro di me nasce una nerd che fa una festa (la quale di solito si riduce a un ricevimento del tè solitario) quando si trova davanti a quelle allusioni così geniali e alle interpretazioni dei romanzi e film popolari. È ovvio che mi sono innamorata di Dylan. Alle ragazze piacciono “i ragazzi un po’ rotti” che sono ideali per la riparazione. C’è qualcosa di dolorosamente dolce nell’adorazione di un eroe atipico che tra l’altro ha fobie, spesso è pessimista e melanconico e cerca quella giusta in ogni ragazza del mese, e la cosa forse piu’ importante è che si innamora sul serio di ognuna di loro, e in più suona il clarinetto (un sentimento del thriller diabolico). Devo ammettere che sono d’accordo con l’osservazione di una donna brusca presente in uno dei fumetti che ho letto, la quale nel episodio in cui Dylan e Martin Mystère si incontrano, dice che Dylan sarebbe perfetto solo se fosse un po’ più razionale e un po’ meno emotivo. Dunque, neanche i personaggi di finzione sono perfetti e noi donne sentiamo sempre la necessità di cambiare qualcuno. Mi attira anche la nota filosofica di Sclavi, secondo cui la quale mostri veri sono in realtà gli uomini. Il vero orrore è la nostra vita quotidiana, la nostra monotonia, i trucchi burocratici e il fatto che il male spesso nasce dalle buone intenzioni. Proprio per questo le storie non finiscono con l’ultima pagina, e ci fanno fare interpretazioni, e così scopriamo le metafore dylaniche nella nostra immediata vicinanza. Quelle storie non sono un semplice racconto della lotta di un uomo contro il sistema – (in esse) la parte essenziale la fanno Eros e Tanatos, incontri frequenti con forme personificate della morte, la realtà insensata e, i sempre preferiti, temi esistenziali. “Dylan Dog” è un’orrore molto più complicato, un’orrore romantico e melanconico, che ci fa affrontare noi stessi e le persone attorno a noi, ma ci mostra anche l’alienazione delle persone, mentre alcuni mostri ci diventano simpatici. Qualche volta i demoni interni dell’autore stesso rappresentano il tema centrale e si sviluppano anche dei temi sociali che spesso rappresentano un tabù, come quello dell’eutanasia nella storia geniale Mater Morbi di Roberto Rechioni. Ci sono anche storie che mi lasciano indifferente e in quei momenti mi consola il fatto che si tratta di Dylan e che un’altra volta mi lascerà sbalordita, e se non lui, allora almeno Groucho, il quale è capace di farmi quasi piangere, non con le sue barzellette, ma con la sua gentilezza e amicizia. Dylan crede ancora, con l’ingenuità di un ragazzo, che il mondo possa essere un posto bello, proprio perchè, affrontando i demoni nello stesso tempo affronta i resti di una bontà per la quale è forse necessario attivare il sesto senso, ma essa è certamente presente. È importante ricordare anche questo: “Sempre esiste qualcosa di irreale che potrebbe spiegare la realtà” (VC Superbook n. 29, “Mefisto”).

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